8 aprile 2014

The Beatles - White Album - intro

Pubblicato da pink noise a 16:11
Prima di poter scrivere del mio doppio vinile The Beatles PMC 7067/7068 prima stampa UK Mono n° 0052613, è necessaria una premessa. La prima volta che mi hanno proposto di fare filone a scuola ero in seconda media. Fino a quel momento non avevo mai mentito ai miei genitori; mi sentivo trasgressiva e piena di rimorso, ma sapevo che era un' esperienza che andava fatta... e la feci. Io e la mia compagna di banco, per quella mattinata di sole e libertà, scegliemmo un itineario che avesse soddisfatto entrambe: mi avrebbe accompagnato al negozio di dischi a patto che fossimo passate in un' altra scuola, dove un neomelodico di cui era fan lavorava come bidello (!) Dopo questo mortificante supplizio andammo come pianificato al negozio di dischi. Ero reduce da settimane di digiuno mattudino per accumulare i soldi, originariamente destinati alla mia brioche quotidiana, per potermi permettere il Doppio Bianco che tanto desideravo.
Con timore vestito di spavalderia domandai: "Ce l' hai il White Album?"
Il negoziante: "Quanti anni hai?"
(Manco gli avessi chiesto una sigaretta!)
Io con orgolio e perplessità: "Dodici"
Con sufficienza, senza alzare gli occhi dai CD che stava riordinado,
rispose: "Sei piccola...al massimo posso darti Hard Day's Night!"

La sua riluttanza nel vendermi il Doppio Bianco, a causa della mia giovane età, accrebbe in me il desiderio di averlo, ma ogni volta una difficoltà o l'altra mi impediva di acquistarlo. Passarono gli anni e il White Album era diventato per me un desiderio proibito. Parlando con un' amica scoprii che suo padre lo aveva. Organizzai subito per il pomeriggio stesso la registrazione. Passai a prendere delle cassette nuove - per il doppio bianco non potevo riciclare una cassetta qualsiasi! - mettemmo a registrare e ci spostammo in un' altra stanza perchè non volevo guastarmi il primo ascolto, che sarebbe avvenuto quella notte, nell ' intimità delle mie cuffie.

Mentre ascoltavo le tracce che avevo tanto desiderato non ero sicura se dovessi benedire o maledire quel negoziante. Fino a che punto il suo rifiuto sia stato dettato dalla responsabilità o dall' "etica professionale" non lo saprò mai, quello che invece lui non sa è che quel suo modo creativo di celare una sua mancanza di magazino ha condizionato il mio rapporto con questo disco. Ancora oggi per me una è trasgressione: quando lo ascolto mi sento a disagio e provo rimorso come se stessi facendo filone a scuola.

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