20 gennaio 2014

Abbey Road - parte seconda

Pubblicato da pink noise a 19:09
Abbey Road - PSC 7088 -prima stampa UK- Stereo

Lo scorso Natale ho ricevuto un regalo che mi ha lasciato letteralmente senza fiato: Abbey Road prima stampa UK - PSC 7088 - stereo. Quando 18 anni fa presi il CD corsi ad ascoltarlo, mentre per il vinile mi sono presa del tempo. Tempo necessario a prepararmi emotivamente a quell' ascolto. Non è una questione di feticismo da collezionista - giuro! - è estremamente complesso spiegare cosa ha significato per me. Mi sono raggomitolata, in una stanza illuminata solo dal led del giradischi, cuffie in testa e cuore tremante. Tutto suonava così nitido e caldo; quello stesso disco che mi ha accompagnato per tutta la vita era ancora capace di sorprendermi.

PSC 7088 - Stereo - Lato A matr. YEX 749-2 - PSC 7088 - stereo - Lato B matr. YEX 750-1

Lato A: Abbey Road si apre energicamente con Come Together di Lennon seguita dall' eterea Something di Harrison (prima composizione di George a occupare il lato A di un singolo del gruppo!). La terza traccia ad opera di McCartney è tra le più curiose: il Moog conferisce maestosità e il suono dell' incudine, come una sorta di ready-made sonoro, aggiunge elementi descrittivi al testo di Maxwell's Silver Hammer. La successiva, Oh! Darling è un doveroso elogio alle origini  doo-wop e rhythm and blues della band. La rivincita di Ringo con Octopus's Garden è sempre stata per me fonte di ispirazione. Il piccolo Starr da vita ad una composizione ingenuamente poetica, sfruttando l' ultima occasione per dimostrare quanto è bravo e sottovalutato, prima dello scioglimento del gruppo. Come un fratello maggiore aiuterebbe il fratellino con il progetto di scienze, George lo sostiene, soffiando le bolle in un bicchiere di latte, per simulare il giardino marino che Ringo aveva sognato e registra il riff di chitarra, amplificato dal Leslie, che darà carattere al brano. Octopus' s Garden è anche una nuova occasione per riprendere e perfezionare tecniche già sperimentate in Yellow Submarine, grazie a dei compressori controllati da un oscillatore a bassa frequenza del sintetizzatore Moog, i cori sembrano davvero provenire dal fondo del mare. Il lato A si interrompe  bruscamente dopo una lunga, sofferta e ossessiva I want you (She' s so Heavy) - interruzione addolcita dalla rimasterizzazione digitale presente nel CD.


Lato B: Il primo lato è indiscutibilmente propedeutico al secondo, ho sempre amato il modo in cui si apre Here Comes the Sun dopo le atmosfere cupe di I Want You. Non concordo con l' analisi di Ian MacDonald in "The Beatles L'Opera Completa", questa di Harrison è una traccia più complessa di quello che sembra e il sintetizzatore non lo definirei esitante, ma ben dosato. Il Moog è stato programmato per avere una timbrica morbida e dolce, quasi come fosse un flauto. L'utilizzo del parametro Glide conferisce al suono la morbidezza tipica di un fiato e la melodia suonata da Harrison si affianca e fonde con quella principale aggiungendo una soave sfumatura di colore al brano. Da Because in poi le emozioni si fanno più intense. Mi preparo a quel misto di esaltazione e commozione che mi accompagnierà per l' intero Long-Medley che inizia con il solo di piano di You Never Give Me Your Money. Il brano è la prima lucida ammissione che il sogno è giunto al termine e fulcro dell' intero album. L' Inquitante "One, two, three, four, five, six, seven...All good children go to Heaven" mi consegna nelle vere atmosfere del medley di Sun King / Mean Mr Mustard /  Polythene Pam/ She Came in Through The Bathroom Windows. Sembra un omaggio a mood di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Il Fuzz Tone sulla chitarra di Lennon è bello più che mai! Ma se fino ad ora è stato intenso è con Golden Slumbers e Carry That Weight che gli occhi mi si gonfiano di lacrime... Geniale The End in chiusura, dove mi ruba un sorriso Ringo in stereofonia all' attacco. Il mio vinile essedo una prima stampa non segnala in copertina la presenza della ghost track. Her Majesty ultima di una serie di beffe presente nella discografia dei Beatles, conserva tutta la spavalderia di quei quattro ragazzini di Liverpool che conquistarono George Martin il 6 Giugno 1962.

2 commenti:

B. on 21 gennaio 2014 11:42 ha detto...

[lo scrivo anche qui, che su Facebook 'ste robe si perdono come lacrime sulla tastiera] Dico super sì all'analisi di Abbey Road che, come Abbey Road stesso, è perfettamente misurata tra ragione, analisi delle forme d'onda del Moog e sentimento. Attendo con curiosità i pezzi su Rubber Soul (il disco della mia infanzia) e un'analisi del Sgt. Pepper mono. Grazie!

valeria vito on 21 gennaio 2014 11:53 ha detto...

grazie!!!

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