18 gennaio 2014

Abbey Road - parte prima

Pubblicato da pink noise a 20:05
Abbey Road - 1969

Il negozio di elettrodomestici vicino la chiesa mi sembrò il posto ideale per investire la mia paghetta, avevo già notato infatti che all' interno aveva qualche CD. Mi sarei accontetata di qualsiasi album dei Beatles, ero piccola e non conoscevo quasi nulla della loro discografia, e fino a quel momento avevo ricevuto in dono solo qualche loro raccolta in cassetta. Mentre sulle punte dei piedi scorrevo lo sguardo tra i titoli dello scaffale, finalmente ne trovai uno: "The Beatles - Abbey Road". Quando lo sfilai e guardai la copertina rimasi colpita dalla loro immagine un po' trasandata, così diversa dall' iconografia classica del gruppo: avevano barba, capelli lunghi e non erano vestiti tutti uguali. Eccitata e piena di curiosità, quando tornai a casa corsi subito ad ascoltarlo. Tutto d' un fiato, come deve essere ascoltato questo album. Ne rimasi estasiata! Era tutto così elegante, perfino nei passaggi più baroccheggianti. In particolare mi ossessionava un suono maestoso che con discrezione di tanto in tanto ritornava; mi riempiva il petto, ma proprio non riuscivo ad immaginare da che strumento provenisse. Solo dopo qualche anno scoprii l' esistenza del sintetizzatore Moog!

adoro questa immagine! Ringo con il ditino sul Moog xD

Abbey Road è l' ultimo album dei Beatles, il più trionfale e travolgente addio che una band abbia mai dedicato ai propri fan! Ha tutto il sapore malinconico dell' ultima notte passata in una casa che dovrai lasciare. Con maturità e contegno si rincorrono tra queste tracce tutti i ricordi della loro storia musicale dagli "yeah yeah" alle sperimentazioni esotiche. Tutto è ponderato, dosato con cura, senza eccessi e cadute di stile, equilibrato anche nei passaggi più cupi. Perfino la più dolce e apparente spensierata delle melodie contenuta in Abbey Road immortala, con un retrogusto amaro, la fine di un' epoca. Registrato quasi tutto singolarmente, per via dei dissapori interni al gruppo, è un capolavoro di mediazione e mixaggio di Sir George Martin. Le singole personalità dei membri del gruppo spingevano per emergere e questo fu sicuramente difficile da gestire, ma un bene dal punto di vista sia tecnico che creativo. Tutti diedero il massimo, perfino Ringo Starr!

Nel prossimo post la recensione del vinile...

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